Il reato di diffamazione è il reato derivante dall’offesa dell’altrui reputazione. Tale offesa viene fatta comunicando con più persone. Per configurare il reato, è necessario che la persona offesa non sia presente oppure, nel caso sia presente, è necessario che la persona offesa non sia in grado di percepire l’ offesa. In caso contrario, si parla di reato di ingiuria che va a colpire la stima che il soggetto ingiuriato riscuote presso i membri di una comunità.

Come si configura il reato di diffamazione
Il reato di diffamazione si configura con la condotta di offesa alla reputazione altrui, quando il soggetto passivo è assente. Il reato di danno dipende dalla percezione e dalla comprensione dell’offesa da parte più persone. Da qui si deduce che è fondamentale la presenza di una pluralità di soggetti, altrimenti non si può configurare il reato. Questo però non implica la contemporaneità di presenza spaziale dei soggetti stessi la quale può non essere contestuale. Il dolo generico si riferisce l’idoneità all’offesa delle espressioni usate e la consapevolezza di comunicare con una pluralità di persone, senza che sia richiesta l’espressa intenzione di offendere. E’ opportuno comunque rivolgersi ad avvocato penalista a Roma, per poter essere assistiti professionalmente da esperti in materia.

La diffamazione a mezzo stampa: cos’è?
La diffamazione presenta un’aggravante quando avviene a mezzo stampa. La pena infatti può essere aumentata con la reclusione fino a tre anni. La tematica però non è semplice in quanto il legislatore tutela anche un altro diritto correlato che è quello della manifestazione del proprio pensiero, la quale è una libertà protetta dalla costituzione. Per questo motivo, la diffamazione a mezzo stampa si configura solo se superano determinati limiti, legati a: rilevanza, verità dei fatti, continenza delle parole utilizzate.

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